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lunedì 19 agosto 2013

RIFACCIAMO IL PUNTO SULLE COMPETENZE NEL QUADRO DELLE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI PER SCUOLA DELL’INFANZIA E I CICLO PRONTE AD ESSERE APPLICATE



Se è vero che la formale approvazione definitiva per le Indicazioni Nazionali relative alla Scuola dell’Infanzia e al I ciclo, essendo intervenuta  soltanto nel febbraio scorso, non poteva imporne un’applicazione controversa a metà anno scolastico, è pur vero che ,a partire dal I settembre prossimo, i nuovi percoprsi di lavoro non potranno essere assolutamente disattesi da nessuno.
    In tale prospettiva un ripensamento e una riflessione sul significato delle competenze si impone con urgenza e ci interpella direttamente!

Il contesto

Nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 sono state enunciate in maniera definitiva le otto competenze chiave per la cittadinanza europea:


"Le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave:

  1. Comunicazione nella madrelingua
  2. Comunicazione nelle lingue straniere
  3. Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
  4. Competenza digitale
  5. Imparare ad imparare
  6. Competenze sociali e civiche
  7. Spirito di iniziativa e imprenditorialità
  8. Consapevolezza ed espressione culturale

   Le competenze chiave sono considerate ugualmente importanti, poiché ciascuna di esse può contribuire a una vita positiva nella società della conoscenza. Molte delle competenze si sovrappongono e sono correlate tra loro: aspetti essenziali a un ambito favoriscono la  competenza in un altro. La competenza nelle abilità fondamentali del linguaggio, della lettura, della scrittura e del calcolo e nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) è una pietra angolare per l’apprendimento, e il fatto di imparare a imparare è utile per tutte le attività di apprendimento. Vi sono diverse tematiche che si applicano nel quadro di riferimento: pensiero critico,creatività, iniziativa, capacità di risolvere i problemi, valutazione del rischio, assunzione di decisioni e capacità di gestione costruttiva dei sentimenti svolgono un ruolo importante per tutte e otto le competenze chiave."

 Solo in un momento successivo  il Parlamento europeo ha definito anche i concetti di conoscenza, abilità e competenza:

Conoscenze: risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore di lavoro o di studio. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche;

Abilità: indicano le capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche (comprendenti l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti);

Competenze: comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia."

    Dunque le competenze, volendo schematizzare, sono il risultato della sintesi di   conoscenze e abilità  con  capacità ed esperienze personali, attitudini, atteggiamenti, motivazioni, bisogni.

Le competenze  nella scuola italiana  e nelle Nuove Indicazioni Nazionali

   Nella scuola italiana il concetto di competenza entra a partire dal 2000 (riforma Berlinguer – De Mauro), e viene definitivamente “codificato” dal D.M. n. 139 del 22 agosto 2007 che introduce nuove indicazioni nazionali (di natura sperimentale) per il secondo ciclo e obbligo d’istruzione fino a sedici anni.

    Nelle Nuove Indicazioni Nazionali formalizzate nel febbraio scorso  si chiarisce  che "il sistema scolastico italiano assume come orizzonte di riferimento verso cui tendere il quadro delle competenze chiave dell’apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea (…). Queste sono il punto di arrivo odierno di un vasto confronto scientifico e culturale sulle competenze utili per la vita al quale l’Italia ha attivamente partecipato. L’impegno a far conseguire tali competenze a tutti i cittadini europei di qualsiasi età, indipendentemente dalle caratteristiche proprie di ogni sistema scolastico nazionale, non implica da parte degli Stati aderenti all’Unione europea l’adozione di ordinamenti e curricoli scolastici conformi a uno stesso modello. Al contrario, la diversità di obiettivi specifici, di contenuti e di metodi di insegnamento, così come le differenze storiche e culturali di ogni paese, pur orientati verso le stesse competenze generali, favoriscono l’espressione di una pluralità di modi di sviluppare e realizzare tali competenze. Tale processo non si esaurisce al termine del primo ciclo di istruzione, ma prosegue con l’estensione dell’obbligo di istruzione nel ciclo secondario e oltre, in una prospettiva di educazione permanente, per tutto l’arco della vita. Nell’ambito del costante processo di elaborazione e verifica dei propri obiettivi e nell’attento confronto con gli altri sistemi scolastici europei, le Indicazioni Nazionali intendono promuovere e consolidare le competenze culturali basilari e irrinunciabili tese a sviluppare progressivamente, nel corso della vita, le competenze-chiave europee."

     Nel testo delle Nuove Indicazioni si giunge quindi a determinare il Profilo delle competenze dello studente al termine del primo ciclo che è fondatop sulle  otto competenze chiave europee declinate all’interno del curriculum di studi della scuola italiana.

    Tale  Profilo, diviene dunque un obiettivo imprescindibile nella creazione di obiettivi e traguardi di insegnamento-apprendimento.

Le tappe  e i traguardi per lo sviluppo delle competenze

     Il  profilo viene poi puntualizzato in tappe e  in traguardi per lo sviluppo delle competenze (disciplinari), da conseguire al termine della scuola d’infanzia, della scuola primaria, del terzo anno della scuola secondaria di primo grado: "i traguardi rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, indicano piste culturali e didattiche da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’allievo. Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, sono prescrittivi, impegnando così le istituzioni scolastiche affinché ogni alunno possa conseguirli, a garanzia dell’unità del sistema nazionale e della qualità del servizio."




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